Natale 2017 in Italia: la qualità del cibo in aumento a tavola e sotto l’albero

Secondo le ricerche della Coldiretti, realizzate sulla base dei dati Deloitte, relative al primo weekend di shopping natalizio, 7 italiani su 10 concentrano nel mese di dicembre la spesa per Natale; per il 2017, gli acquisti comporteranno in media una spesa complessiva di 528 euro per famiglia, in aumento rispetto allo scorso anno del 4,4%.

Il nostro Paese si classifica al terzo posto tra i Paesi Europei più propensi alla spesa per il Natale, preceduto dalla Spagna con 632 euro e dalla Gran Bretagna con 614 euro. In generale, la spesa media per le festività di fine anno in Italia risulta superiore del 19% rispetto alla media d’Europa. Altro dato interessante emerso dalla ricerca è che anche la spesa online è cresciuta in maniera netta rispetto allo scorso anno, in particolare del 16%.
La composizione dei carrelli, come detto, è varia: come da tradizione la percentuale maggiore (39%) della spesa è destinata ai regali; al secondo posto, per il 25% è composta da prodotti alimentari; il 24% è indirizzato ai viaggi ed infine il 12% all’intrattenimento di altro tipo (cinema, teatro, concerti o locali).
Stabilmente alta, dunque, la quota di spesa destinata ai regali: libri, cioccolatini, vestiti, cosmetici, denaro e prodotti alimentari saranno nell’ordine i più gettonati.
In ripresa il settore viaggi, in calo lo scorso anno soprattutto per fattori contingenti quali gli episodi di terrorismo internazionale; da sottolineare poi anche la crescita del budget destinato all’alimentare.
Il settore dell’enogastronomia si attesta campo di grande interesse generale. La sua crescita è giustificata infatti dall’affermarsi di uno stile di vita sempre più propenso alla riscoperta della tradizione a tavola, dove il risparmio generalmente diffuso in precedenza, lascia ora spazio alla ricerca della qualità e del “mangiare bene”. Tendenza, questa, in crescita negli ultimi anni, con dati a supporto relativi al 2017, che vedono il 70% degli italiani, primi in Europa, disposto a pagare di più per avere più qualità. Qualità che diventa ora sinonimo di garanzia, salubrità e gusto: non a caso infatti il 75,4% dei consumatori controlla l’etichettatura e la provenienza degli alimenti. Oltre che per la ricerca di garanzie per la salute, il settore food nelle sue moderne configurazioni sta trovando sempre più seguaci, in quanto è diventato non solo un’esperienza da vivere, ma anche da condividere fisicamente e virtualmente, una vera rappresentazione di identità e filosofia di vita.
I dati relativi alle festività avvalorano le tendenze del momento: dalle ricette da servire in tavola, fino agli omaggi ad amici e parenti si sta sviluppando un’inclinazione verso il recupero di sapori e profumi tipici della tradizione del territorio.
A sostegno dell’economia nazionale, dunque, le preferenze degli italiani volgono verso l’acquisto di prodotti Made in Italy, garanzia di qualità, e quelli provenienti dalle aree terremotate, promosse da iniziative ad hoc.
Anche in prospettiva internazionale i prodotti italiani si stanno rivelando i più scelti. In particolare è interessante il dato relativo alle esportazioni di spumante italiano. Quest’ultimo infatti popolerà come mai prima le tavole nel mondo, grazie all’incremento delle spedizioni dell’11%. Le bollicine italiane domineranno nettamente nei brindisi sul mercato mondiale davanti anche allo champagne. A confermarlo è Coldiretti che ha diffuso i dati per l’export 2017 che tocca il valore record di 1,3 miliardi di euro.

Photo Credits: Roberto Collura e Chef Bonetta dell’Oglio
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