Made in Italy enogastronomico: solo 10 i brand a trainare il business

Il settore food rappresenta sicuramente più di tutti il Made in Italy all’estero. Non per altro l’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di prodotti agroalimentari DOP (a denominazione di origine protetta) e IGP (a indicazione geografica protetta) riconosciuti dall’Unione Europea, frutto delle sue circa 22 mila unità agricole: ad oggi sono 295 i prodotti regolarmente iscritti nel registro della qualità europea (DOOR).

Le stime di Ismea lo confermano: complessivamente i prodotti alimentari italiani a denominazione d’origine generano un fatturato pari a 6,35 miliardi. Dato rilevante è che l’80% di questa cifra però si deve a soli dieci prodotti che generano, dunque, un fatturato di oltre 5 miliardi.

Nel particolare, si fa riferimento a Grana Padano (Dop), Parmigiano-Reggiano (Dop), Prosciutto di Parma (Dop), Aceto Balsamico di Modena (Igp), Mozzarella di Bufala Campana (Dop), Mortadella Bologna (Igp), Gorgonzola (Dop), Prosciutto di San Daniele (Dop), Pecorino romano (Dop) e Bresaola della Valtellina (Igp).

“L’obiettivo è quello di arricchire la lista con almeno altri 10 prodotti in 3 anni”. Questo, ricordiamo, l’auspicio del ministro delle Politiche agricole uscente Maurizio Martina.

Per il momento, però, i dati parlano chiaro: per i consumatori internazionali è più facile procurarsi prodotti nella rosa dei 10 già citati; molto più difficili da trovare sul mercato, i tanti prodotti d’eccellenza, come ad esempio il Caciocavallo Silano o il Riso Vialone nano del Veronese, attualmente quasi sconosciuti al di fuori del nostro Paese (dati Cia-Agricoltori).

Sempre in una recente analisi di Cia-Agricoltori, inoltre, emerge che 4 consumatori stranieri su 10 giudicano la qualità dei nostri cibi superiore, che il 43% degli statunitensi chiede più Made in Italy nei supermercati e che ben il 74% dichiara di essere disposto a pagare di più la sua spesa, a patto che comprenda prodotti 100% italiani. Occorre dunque cavalcare il trend, procedere con la promozione delle nostre eccellenze, provando ad infoltire l’elenco dei prodotti presenti nella lista dei desideri dei consumatori di tutto il mondo.

Manca pochissimo ormai per raggiungere la quota di 300 prodotti che recano il marchio di qualità riconosciuto dall’UE e nell’elenco dei pretendenti ci sono già ben 8 validissimi aspiranti quali la Salsiccia Lucanica di Picerno (Igp), le Mele del Trentino (Igp), il Cioccolato di Modica (Igp), il Marrone di Serino (Igp), la Pitina (Igp), l’Olio di Puglia (Igp), la Mozzarella di Gioia del Colle (Dop) e la Provola dei Nebrodi (Dop), e tante sono le domande ancora da esaminare.

Con le nuove registrazioni, è stato rilevato, relativamente al settore food italiano nel 2017, un incremento dell’1%, piccolo, ma significativo. Non è da trascurare il fatto che l’UE metta a disposizione un fondo ad hoc per promuovere Dop, Igp e Stg nel mondo, e l’Italia, attestando numeri in crescita, si candida come destinataria di questi finanziamenti.

 


Photo by Artur Rutkowski on Unsplash

L’Italia è la prima d’Europa per numero di DOP e IGP

Il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, in base a dati ISTAT, ha comunicato che l’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di prodotti agroalimentari DOP (a denominazione di origine protetta) e IGP (a indicazione geografica protetta) riconosciuti dall’Unione Europea, frutto delle sue circa 22 mila unità agricole.

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