Dall’omologazione alla diversificazione: come è cambiato il mondo della ristorazione

La ristorazione, negli anni, a livello internazionale come anche in Italia, ha trovato nel franchising o affiliazione commerciale la formula del successo. Il franchising è un contratto di collaborazione tra imprenditori per la produzione o distribuzione di servizi e/o beni, specifica per chi ha intenzione di dar vita ad una nuova impresa senza partire da zero, preferendo dunque affiliare la propria impresa ad un marchio già affermato. Poiché il contratto impone ugual qualità e servizi in tutti i punti vendita, il cliente sa sempre cosa aspettarsi e ciò costituisce un vantaggio nella misura in cui la nuova attività commerciale sfrutta la reputazione già costruita del marchio.
L’affiliazione ad un marchio permette una visibilità, anche internazionale, diversamente difficile da raggiungere. È stato anche calcolato statisticamente che la fiducia nel brand conosciuto porta ad una crescita costante del fatturato. I singoli esercizi inoltre, spesso non hanno la forza commerciale, l’esperienza e l’organizzazione di una grande catena.

I settori che nella ristorazione finora sono stati maggiormente sviluppati su questa linea sono birrerie, ristorazione etnica, bar e caffetteriegelaterieyogurterie. Nel decennio scorso c’è stato un forte incremento di queste proposte che hanno visto l’apertura in Italia di quasi 2.000 locali, che hanno dato lavoro a circa 18.000 persone. Le maggiori richieste di affiliazione si sono riscontrate nel campo delle gelaterie e yogurterie, ma una parte importante l’hanno avuta anche le grandi catene, prime tra tutte Mc’DonaldsOld Wild West.

Per quanto riguarda il nostro Paese, uno dei motivi principali di successo delle catene non può che essere la sempre più diffusa tendenza degli italiani a consumare i pasti fuori casa. Secondo un recente rapporto della Fipe (Federazione italiana dei pubblici esercizi aderente a Confcommercio), i pasti al di fuori delle mura domestiche ammontano al 35% dei consumi alimentari totali delle famiglie. Dato, questo, che ha portato alla nascita di oltre 20.000 nuove attività di ristorazione in tutta la penisola. Certamente il franchising ha un ruolo significativo: i dati di un recente rapporto di Assofranchising delineano l’immagine di un settore florido che vale circa 2,5 miliardi di euro e in cui il segmento della ristorazione veloce risulta in continua crescita. Da sole, le catene di tavole calde, caffetterie e ristoranti hanno fatturato nel 2016 (da ultimo rapporto Assofranchising pubblicato – 2017) quasi 1,8 miliardi di euro, il 26% in più rispetto al 2012.

Secondo gli esperti, le motivazioni delle tendenze positive sono da attribuire ad un’offerta sempre più moderna e al passo con le esigenze dei consumatori. L’offerta così variegata di oggi infatti dà l’opportunità alle persone che in precedenza non vedevano sodisfatte le proprie esigenze a trovare fuori casa valide alternative per i propri pasti. Si pensi ad esempio a chi osserva regimi alimentari vegani, vegetariani o gluten-free.

A fronte della propensione generale a ritenere le catene simbolo della standardizzazione globale, dell’omologazione, si fa largo ora una vera diversificazione nei menù che sta ribaltando le credenze comuni. Ne è esempio McDonald, che ha iniziato ad offrire sempre più piatti vegetariani e panini a base di ingredienti tipici della gastronomia italiana.

In uno scenario così composto, l’Italia può e deve giocare le sue carte. Grande opportunità da non sottovalutare è infatti proprio quella del franchising italiano all’estero, opportunità di portare al di fuori del nostro Paese le nostre eccellenze e tipicità del territorio.

Già presenti, come detto, nei menù di decine di fast food, i prodotti “italiani” offerti sono però spesso lontani in forma e sostanza dall’autentico Made in Italy. In un momento in cui portare le materie prime di qualità fuori dall’Italia non basta, quindi, si dovrebbe fornire anche l’artigianalità di chi lavora con grande competenza tali materie, la professionalità di accoglie e serve e racconta ogni piatto, l’intuito di chi crea esperienze gastronomiche uniche a 360 gradi, in pieno stile italiano.

Un cambio di prospettiva sicuramente audace in un settore che deve sempre essere al passo con i tempi.

Spazio Niko Romito è aperto!

Spazio Niko Romito di Roma ha aperto al pubblico nel quartiere Pinciano-Parioli, in Piazza Verdi.

È un locale multifunzionale, questo, il cui progetto di evoluzione del format è nato dall’incontro dello Chef 3 Stelle Michelin Niko Romito con Italia Cibum SpA. (vedi qui)

Abbina infatti al Ristorante – con un’offerta gastronomica allineata a quella degli altri Spazio di Milano e Rivisondoli – il nuovo Spazio Pane Caffè, un luogo informale, da vivere tutto il giorno, ideale per un aperitivo o fare merenda, dove acquistare una forma di pane o un’insalata da asporto.

Il progetto di internazionalizzazione del format, che prevede la realizzazione di 8 ristoranti in 5 anni, con un investimento di circa 20 milioni di euro, presenta uno dei più ambiziosi programmi di sviluppo del settore in grado di ampliare e innovare ancora di più i modelli imprenditoriali di successo della cucina di qualità nel mondo.

Spazio Niko Romito Roma è fisicamente diviso in due aree: un corridoio collega il ristorante, che avrà un’offerta gastronomica allineata a quella degli altri Spazio, a una seconda zona, Spazio Pane Caffè, un locale veloce, divertente, informale da vivere tutto il giorno.

Spazio Pane Caffè introduce un modello ristorativo nuovo che risponde al costante mutare delle modalità di fruizione dell’esperienza gastronomica. Un concetto di tavola calda “evoluta” dove il pane è protagonista assoluto e rappresenta il fulcro del menù, declinandosi in una serie di creazioni che racchiudono la semplicità della tradizione interpretata da Niko Romito.

La superficie complessiva di Spazio Niko Romito Roma è di 450 metri quadri divisi nelle due aree: il ristorante e il caffè, affacciati rispettivamente su via Guido D’Arezzo e su Piazza Verdi.

La sala del ristorante ha circa 80 coperti, con un tavolo sociale e la grande cucina a vista dove è anche possibile mangiare al bancone, osservando la brigata al lavoro. Spazio Pane Caffè ha un bancone centrale dove sedersi a mangiare oppure ordinare specialità da asporto e più di 30 coperti.
Anche qui, il laboratorio cucina è rigorosamente a vista.

www.spazionikoromito.com

Italia Cibum business portfolio